Libertà in stato democratico: i blog e internet
20 Ottobre, 2007 at 6:20 pm | In internet, ot | 1 CommentSpero di non ledere le posizioni politiche di nessuna persona leggerà questo post, anche perchè spero di non tornare a parlare di politica sul mio blog.

Giusto questo pomeriggio, mi saltano agli occhi post in cui si tratta della Riforma Editoria, un disegno di legge approvato questo 12 ottobre. In questo spicca un grande problema: imporre ai blog su internet la registrazione, trattandoli come “prodotti editoriali” a tutti gli effetti.
Ma ragioniamo un secondo. Capisco che dopo il V-Day di Grillo le autorità si siano accorte che la Rete è un mondo senza regole (o quasi), in cui tutti possono dire la loro, ma perchè costringere ognuno a registrarsi? Non è che vi sia una certa paura fra i potenti?
Se non sbaglio, il diritto di dire la propria opinione è garantito dalla nostra Costituzione…
Se non sbaglio, in Italia vige la Democrazia («La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione», l’avete mai sentita?)
Comprendo che un “eccesso di libertà” possa rivelarsi pericoloso per lo Stato, e quindi anche per noi, ma non vedo sinceramente il motivo di tacitare/censurare il libero pensiero, che sia esso ponderato o meno.
Internet, e soprattutto i blog, forse la massima espressione di Web 2.0, non meritano di essere “spenti”: internet è condivisione, confrontarsi, scambio di saperi. Non penso vi sia una forma di democrazia meglio riuscita della rete.
I blog poi sono puramente uno incontro di idee e opinioni, posizioni sociali e culturali: perchè l’Italia è rimasta talmente indietro da non aver capito che sono una cosa fondamentale, parte importante nelle relazioni in ottica 3° millennio?!
Se vi ci fosse tanta paura dei piani alti del nostro “Belpaese”, paura che dei cittadini sostenenti una loro idea possa scatenare un drastico cambiamento nella nostra società, che abbiano perso la fede nella politica, perchè non comprendere che invece di censurare i liberi pensieri (cosa assolutamente negativa) dovrebbero capire perchè in uno Stato vi sono delle problematiche che scatenano, magari su Internet, opinioni contro l’attuale politica? Che risolvano prima i problemi di questo Paese, e vedranno che poi molti diranno cose “scomode” sulla rete…
Siamo in ITALIA, non in Cina!!! Mi sento proprio schifato…
CENSORED
Aggiornamento: leggo dal buon Piplos’ della raccolta firme contro questo decreto legge. Tutti a firmare!
Aggiornamento: probabile che abbiano capito l’errore, link1 link2.
1 Commento »
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